martedì 16 agosto 2016

Villa dei Quintili - a journey with a time machine





While visiting the Villa dei Quintili you will enter into a hidden world. The entrance is an almost anonymous gate along the Via Appia Nuova where you must go by purpose. This part is the high speed part of the road and is situated where not even houses are present. But once you cross the gate you will be thrown 2000 years behind. The first impression is created by the vastness of the sight. Your horizon will be filled with endless green fields which transmits you peace and tranquillity. From one side the horizon is limited by the view of the hill of Castelli Romani and on the other side you will see the panorama of the today’s city. While strolling in this beautiful countryside slowly the impressive ruins of the  enormous Villa of the Roman Emperor Commodo will welcome you. Being isolated from the today’s world, while walking around the ruins  you can breathe the atmosphere of the Roman Empire. I cannot completely imagine how impressive could these buildings be at that time in front of a common person. Even today in front of a modern citizen of the world impresses for its enormous dimensions. The other fact that will surprise you is the well conservation of the ruins. You will be enchanted by the pavements with mosaics that seems they have just been finished, the colours are still alive and yet they are something like 1900 years old. It was the palace for the famous “ozium”, we would say a country house where to go to for holidays. Consider that it was so big that it had its own aqueduct, probably also a circus. Consider that the emperor Commodo was a very big fan of the horse races that were held in the Circuses. We can only imagine the luxury inside the spa, still today you can admire the beautiful marble pavement of the same. What to say about the Ninfeo? It was the main entrance of the villa from the Appia Antica road. Consider that the Appia Antica was the most important of the Roman roads and the majority of the important guests would arrive from there so, he must be impressed with a monumental entrance. Also today you will remain enchanted seeing it.  To give you an idea on how enourmous is the site, consider that in the 18th century it was called the “Old Rome” by the Grand Tour visitors while discovering it, they thought that it was another city in the nearby of Rome and it was abandoned in the past.

Goethe in year 1786 described the Roman countryside around Villa dei Quintili by: “ These men were working for the eternity. They have foreseen everything, except the stupidity of the devastation, to which all this had to surrender.


























domenica 3 luglio 2016

Lampesusa

Di solito quando il pilota annuncia che mancano 10 minuti all'atterraggio uno si trova grosso modo sopra l'aeroporto di destinazione. Durante il viaggio verso Lampedusa, al momento dell'annuncio si vedeva ancora soltanto un immensa distesa blu del Mar Mediterraneo. Qundi il pensiero era 'andove vuole atterrare????? Da lì a poco si iniziava ad intravedere un grosso scoglio, cioè l'isola di Lampedusa. Infatti, mentre l'aereo percorreva la pista, a diversi passeggeri sfuggi inconsiamente un "Ohhhhhh, frenaaaaa!!!!!!!". In effetti,quella striscia di asfalto che funge da pista sembrava più o meno lunga quanto uno svincolo del GRA. Appena arrivata mi accoglie quello che è il rumore di sottofondo costante dell'isola, l'allegro rumore dei motorini che sfrecciano su e giù per l'isola. Andando avanti nella scoperta dell'isola al rumore dei motorini si aggiunge il rumore dello slittamento della frizione dei Mehari, sono il mezzo tipico di Lampadusa, una specie di Ape con quattro ruote tutta aperta con un telo che sostituisce il tetto per protteggere dal sole. Il rumore dello slittamento della frizione dovuta al fatto che la gran parte dei turisti che li noleggia non li sa guidare quindi anche le piccole salitelle costituiscono un problema. Colpisce l'aspetto quasi lunare dell'isola, il paesaggio presenta quasi a perdita dell'occhio, terreni completamente brulli ed aridi quasi senza vegetazione. Fa rabbia pensare invece che una volta, fino all'intervento dell'uomo, l'isola doveva essere un oasi del verde, tutta coperta di vegetazione della macchia mediterranea e un paradiso per gli animali che la popolavano: cinghiali, volpi, cervi, capre, tartarughe e conigli. Per un progetto folle e poi mai portato a termine a metà dell'ottocento si voleva trasformare l'isola in una colonia agricola e per fare ciò hanno sterminato sia la flora che la fauna. Dopo questa disastrosa distruzione finora non è stato possibile a ristabilire l'ecosistema dell'isola visto che viene costantemente sferzata da venti salmastri che non permettono il ristabilimento della sua flora originaria.
Pochi ne faranno caso ma come si poteva immaginare l'isola era già abitata in epoca romana. Pur in mezzo a vegetazione incolta e quasi del tutto sepolta si possono ancora scorgere i resti degli edifici romani. Ci ha lavorato anche un famoso archeologo, Thomas Ashby. In epoca romana Lampedusa era un famoso centro per la produzione di quello che fu una prelibatezza dell'epoca, il famoso Garum.
In netto contrasto con il paesaggio aspro il mare di Lampedusa si presente scintillante nella sua bellezza semplice ed essenziale. Colpiscono l'assoluta trasparenza delle acque che ti incantono con i suoi colori vivi. Il colore blu del mare che poi va a perdersi e diluirsi nell'azzurro chiarissimo del cielo. E' così chiare il cielo che sembra diluito, effimero, evanescente. Non appena si entra in acque vengono a salutarti i pesci. Sembra di fare il bagno dentro un acquario. Non si tratta soltanto dei piccoli pescolini che spesso e volentieri si incontrano sulle spiagge pulite, ma pesci anche di certe dimensioni che danzano intorno ai tuoi piedi come volessero salutarti.
E' facile abbandonarsi alla carezza delle limpide acque mentre l'unico rumore che si sente e ti circonda è l'allegro ciarlare dei gabbiani.
Nonostante sia piccola e non proprio dietro l'angolo l'isola è attrezzata ed offre quanto necessario al turista. Ottima per chi cerca tranquilità, pace e mare nella sua concezione più stretta, pura e naturale.
Un piccolo consiglio nel caso decidiate a visitarla, armatevi di tanta pazienza visto che il viaggio può riservare imprevisti. Il volo di ritorno era programmato per le 12:45, ma nonostante questo quando a l'una abbondantemente passata non si vedeva ancora l'aereo che doveva portarci a Catania, la maggioranza dei passeggeri iniziava ad agitarsi visto che ovviamente tutti quanti avevano vari voli da prendere a Catania per tornare a casa. Una volta arrivato l'aereo, con molta calma, si diffuse la notizia che il pilota non poteva ripartire perchè ha finito il suo monte ore. Ma dico io che razza di organizzazione è far arrivare un aereo a Lampedusa con un pilota che poi non può ripartire, considerando che nei giorni di punta ci sono ben 3 voli!!!!!??????!!!!!???? Si pensava a poter rimediare un pilota andando a fare un annuncio con il megafono, perchè i telefonini sulle spiagge non prendono neanche si diventi quadrato, della serie come nei film americani, c'è per caso un medico (pilota) in sala (spiaggia)???? Da ricordare che l'isola conta si e no un migliaio di abitanti e durante l'estate qualche migliaio di turisti. Infatti, secondo me hanno fatto così, visto che dopo due ore di ritardo arriva un ragazzone vestito da pilota che saluta i presenti e si scusa per il ritardo. Aveva ancora le infradito ai piedi........ Scherzo, ma mica tanto!

domenica 3 gennaio 2016

Bologna

La chiamano la rossa, la grassa, la dotta, è vero. Le si addicono tutti i tre i nomi. La sua posizione, al centro della pianura Padana, ricorda i paesaggi dove sono nata. Anche l'atmosfera che si respira in città è frutto della sua conformazione territoriale. Si respira quell'aria di benessere, sufficiente per vivere bene, ma non ci si impegna più del necessario. Visto che la pianura è la terra madre ricca e fertile, in fondo basta il minimo di impegno  e riesci ad ottenere quanto basta. Non è il territorio impervio della montagna dove devi lottare anche per ogni centimetro di terra, devi lottare tutti gli istanti, impegnarti al massimo. Lì la natura è dura e non ti aiuta molto, lì è tutto una lotta aspra per tutto. In pianura invece è tutto più facile, hai tutto a portata di mano. Qui spazi sconfinati, l'orirzzonte che si perde nel infinito può essere un invito all'ozio, oppure ti da la voglia di esplorare quell'infinito. Ecco, per me Bologna è così. Ha uno suo stile sobrio, non troppo pomposo. Lo stile è piuttosto uniforme, un pò mediaevale. La maggioranza degli suoi edifici sono di colore uguale, rosso appunto. Nonostante rievochi il medioevo non è tetro, è aperto e anche materno con tutti i suoi portici, che ti proteggono e nascondono pure. Il monumento che mi è piaciuto di più è la facciata del Palazzo D'Accursio, bello e masestoso. La Basilica di San Petronio, invece a me, che vengo con gli occhi pieni del barocco Romano, è sembrato spoglio. Come se non fosse stato ancora terminato, gli artisti sono andati in pausa e non sono ancora tornati per terminarla. Bellissima invece la cappella affrescata! L'altro monumento invece che mi è piaciuto era la Basilica di Santo Stefano, austero nella sua primitiva semplicità. Solo pietra nuda con qualche scultura che ricorda l'elementare ed autentica fede degli inizi del Cristianemismo. Mi hanno sempre affascinato i linguaggi allegorici, quel raccontare per immagini dove ogni cosa racconta un concetto, un idea. In realtà questo complesso agli inizi era composto di 7 chiese che dovevano imitare il Santo Sepolcro di Gerusalemme. La Basilica custodisce le spoglie di San Petronio, il patrone di Bologna. 
La parte dotta, il quartiere universitario, invece mi è sembrato abbandonato a se stesso. Magari è solo un impressione, ma quelle mura imbrattate dai graffiti anche senza senso hanno poco a che fare con la città che ospita una delle prime università d'Europa. Presso l'Accademia Filarmonica di Bologna si addestrarò sotto la guida di padre Martini il giovane Mozart nella composizione contrappuntistica e conseguì il fatidico diploma.   
La grassa? Sì, nulla da dire, si mangia più che bene! 

domenica 27 settembre 2015

London? Very British!


How would I describe my first impression of London? Simply, very British! I agree, it is more than obvious, but it describes my first impression at its best. Once I've started to stroll around the city it was like I have entered into the scene of one of the TV novels I've grew up with. The colours and the atmosphere are exactly the same. London is one of the cities which has its own overall style. The main colour is the light brown one. The main, and most important monuments, I can list the Big Ben, the Parliament, the Buckingham Palace, the Westminster Abbey, the Tower of London, the Tower bridge, etc, are all characterised by this colour. Also the typical houses are characterised by the brick colour. What I've liked a lot was the habit to polish them with lot of flowers. It gives you an idea of cleanness and a wish to have colours around to lighten the severe gothic atmosphere. 



The tour inside the Tower of London made me enter into the dark and gothic atmosphere where you can still hear the echoes, and live the vicissitudes of the Kings, Queens and the other nobles of the Royal court. The Yeoman who still lives inside the tower, gives a picturesque description about it. I've admired the gorgeous collection of the Crown Jewels. It is not only a museum collecting pieces without life, some of the jewels are still in use also today. The value is inestimable!



I was lucky enough to have a chance to visit the Buckingham Palace. I just love these Royal Palaces! To have the possibility to enter and walk around the halls where history was made is very exiting. You see and you can breath personally the atmosphere, admire priceless art masterpieces, it is not a fiction, it is real. This is the Palace where the Queen actually lives and works. These are the halls that you can see in the TV, looking so far and un-realistic. Being able to live it for real and from inside is always more than fascinating for me!



I've got lost inside the British Museum admiring the endless collection of art masterpieces. What I've like the most? The giant sculptures of the Babylon Assyrian civilisation. Usually their history is overshadowed by the more famous Greek and Roman populations but slowly as I've started to discover it, it became more and more fascinating. 



The St. Paul’s Cathedral is a curious example of an unconventional architectonical style where the severe Protestant style is mixed with the influence of the rich, gilded baroque influence. It the first church where I have seen a permanent modern art installation being hosted. It is the mirror of London, where tradition and modernity is mixed continuously.



It was so relaxing the walk around the Hyde park, a world aside, where you can see people having a break from the frenetic London life at any time of the day. Here you can easily meet squirrels hopping around you. Not an everyday experience for me.



And the modern today's London? A contemporary metropolis conscious of the continuous changes is act, able to make live together scenic modern skyscrapers, very efficient and pragmatic everyday life organisation for the multitude of its inhabitants with the glorious heritage of its history .


lunedì 21 settembre 2015

La "mia" Palermo

Ho aspettato sicuramente troppo per andare a visitare questa  bellissima città! Grazie a tutta una serie di circostanze, finalmente quando l'ho visitata è stata una bellissima esperienza. Sicuramente uno dei più bei viaggi che ho fatto ultimamente, e di viaggi io per fortuna, ne faccio tanti. Mi ha colpito e mi è piacuta la sua complessità, è un caledioscopio, dove convivono pacificamente gli opposti. Mi ha colpito la sua bellezza non convenzionale, conserva al suo interno diversi stili che compongono questo mosaico multiforme e multicolore. 
Come tutti i popoli mediterranei i suoi abitanti hanno quella capacità innata di farti sentire a tuo agio, uno di loro, nonostante vi siate conosciuti solo pochi minuti fa. Non conta chi sei, da dove vieni, conta che qui adesso ci sei, la curiosità di volerti conoscere, l'innata ospitalità di volerti far conoscere se stessi e la loro città. Tutto viene naturale, senza troppe sovrastrutture, con quel tipico continuo vociare caotico dappertutto. 

Anche visitando le sue principali monumenti quello che salta subito all'occhio è la diversità. A differenza del maggior numero delle città anche le chiese, che spesso e volentieri sono lo specchio dello stile delle città, che conservano millenni di storia, qui sono diversissime. Dalla chiesetta quasi mistica di San Cataldo tutta spoglia e fatto di pietra a vista, per passare alla chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio detta della Martorana, dove troviamo le testimonianze della cultura religiosa e artitica ortodossa con bellissimi mosaici in stile bizantino. 
Lo stile bizantino che tocca il suo massimo nella Cappella Palatina con i bellissimi mosaici. Il palazzo dei Normanni dove è situata la Cappella, ci introduce allo stile normanno che ricorda per il colore degli esterni e impronta stilistica, le architetture arabe. Cosa dire della bellissima Catedrale che offre un contrasto tra il suo esterno maestoso e di stile ricco ed unico e il suo interno quasi spoglio. Nei suoi sotterranei cela numerosi sarcofaghi romani.
L'apoteosi del mosaico si ammira nel Duomo di Monreale. Incredibile la vastità dell'opera musiva che è stata composta con le tessere d'oro. Non posso immaginare la quantità impiegata. Oltre alla bellezza dei mosaici si apprezza anche l'ingenioso gioco delle luci.

Sono rimasta incantata dal Palazzo Mirto. Un piccolo gioiello, secondo me vale da solo un viaggio a Palermo. Al suo interno si respira l'atmosfera di Gattopardo, attraversare i suoi saloni ti fa rivivere il mondo della Sicilia nobiliare. Non ha nulla a che invidiare a tanti altri palazzi nobiliari.

Dall'altro lato il Palazzo Chiaramonte - Steri offre la testimonianza delle sofferenze indicibili ed inumani delle carceri del tribunale di inquisizione, dove sono soppravissuti numerosi disegni e messaggi dei prigionieri.  Assolutamente toccante.

Mi sono piaciute i suoi parchi, il Giardino Inglese, La Villa Giulia che conserva intatto lo stile liberty, passeggiandoci sembra che il tempo si sia fermato agli inizi del novecento dove passeggiano oziose le nobildonne ripandosi dal sole con gli ombrellini.


Non potevo non assistere ad un opera al Teatro Massimo, dove le signore palermitane ci vanno in abito lungo, perchè è così che conviene. Dove l'anziano signore nonostante in sedia a rotelle, ci tiene a mettersi in giacca e cravatta per andare al teatro e vedere La Bohème. 

Dall'altro lato mi è piaciuto andare alla scoperta dei quartieri abbandonati a se stessi dove c'è l'altra Palermo. Ha ragione Guttuso, che commentando il suo quadro "La Vucciria", ha detto che in fondo a tutta quella confusione c'è il nero. Anche secondo me in fondo a quel gran vociare e tanta disordinata confusione si tenta di nascondere una gran malinconia. 

Mi ricorderò a lungo le folli ed improponibili scorrazzate per le stradine del centro a folle velocità, in retromarcia e contromano in sei dentro una seicento. Veniva accompagnata dalle risate increduli e divertite dei ragazzi ungheresi. Per loro ogni parola, ogni profumo, ogni sapore, ogni comportamento fuori dalle regole era una scoperta da prendere e vivere a piene mani. 
Ricorderò di aver ballato fino all'alba a ritmo di musica neo tecno, che neanche a diciott'anni, figuriamoci alla veneranda età di 42. 
Sono stati una quattro giorni in piena e totale spensieratezza che mi hanno rinfrancato l'anima. 

ARRIVEDERCI PALERMO, A PRESTO!

lunedì 3 novembre 2014

Ostia Antica - una passeggiata nella storia




Mi ha sempre affascinato e stregato il fatto che a Roma in un batter d'occhio puoi prendere la macchina del tempo e fare un viaggio nella storia. A differenza di tanti altri luoghi, a Roma, la passeggiata è davvero nella storia. Puoi ripercorrere e rivivere i luoghi dove hanno vissuto i personaggi che hanno fatto la storia e sono la storia. Se poi ti capita una giornata quasi estiva nonostante stiamo a Novembre, il giro diventa ancora più suggestivo. Gironzolare tra i resti della città di Ostia Antica, è stato affascianante, visto che puoi vedere praticamente tutto l'impianto della città, ci sono ancora le strade, i vecchi condomini dell'epoca (insule), le ville dei ricchi, qualcuno poteva permettersi una Fontana di Trevi in miniatura nel proprio giardino, per non parlare delle pareti rivestite di marmo. 



Invece, il teatro addirittura viene utilizzato ancora oggi. La bellissima acustica è funzinante senza i supporti moderni. I resti degli edifici a corredo ti raccontano che l'andata a teatro non si limitava alla fruizione dei soli spettacoli, c'era tanto altro da fare nella pausa e tra uno spettacolo e l'altro.



Nel Thermopolio con un pò di immaginazione si sente l'allegro ciarlare degli avventori che affollano il locale. 


Come sempre le terme non mancavano mai, i bellissimi mosaici che adornavano gli spazi si possono ancora ammirare nella loro graziosità.


lunedì 6 ottobre 2014

Stadio di Domiziano


Una bella passeggiata di un venerdì sera di fine settembre sulla famosissima Piazza Navona che poggia sui resti dello stadio di Domiziano. Roma non finisce mai di sorprendermi ed ammagliarmi, ogni angolo, sia il più famoso come anche il più nascosto ti può svelare un anneddoto, una storia che viene da lontano. Sotto la caotica piazza sono celati i resti dello stadio di Domiziano. Non parliamo di un circo, che prevalentemente si utilizzava per le gare delle bighe, nè di un amfiteatro che invece si utilizzava per i combattimenti, ma di uno stadio che ospitava le gare atletiche dell'antichità. Lo sapevate che gli atleti gareggiavano nudi?

Ci si praticava anche il "pancrazio":
Il pancrazio era uno agone da combattimento totale dove tutte le tecniche erano ammesse, tranne il mordere e il graffiare, punite severamente con frustate dall'arbitro o dall'allenatore di turno.
Pankration è l'unione di due termini greci, Pan tutto e Kratos, potenza. Il significato di questo legame è  proprio "Onnipotenza", che annuncia già lo scopo e il fine di questo sport: sottomettere l'avversario ed assurgersi a diventare il più potente. Logicamente con questo asserto, le prese e i colpi di potenza e la spettacolarità nel sottomettere con forza, la facevano da padrone.