domenica 26 maggio 2019

Come si dice pochi ma buoni, considerando che i partecipanti erano pochi, comunque nonostante questo il mio debutto come Guida Ambientale Escursionistica mi ha soddisfatto. E' stata una piacevole passeggiata immersi nel silenzio della natura dove gli unici rumori che si sentivano erano i cinguettii degli uccellini che popolano la Foresta di Santarcangelo. Passi lenti per ammirare i fiori, foglie ed alberi. Su ognuno di loro ci sono tante curiosità da raccontare e quanto condiviso ha coinvolto e soddisfatto gli escursionisti. La vista e il panorama che ti si schiude davanti è sempre mozzafiato...

lunedì 5 settembre 2016

Villa Adriana - Tivoli








Bellissima descrizione della città eterna tratta da "Le Memorie di Adriano" di Margherite Yourcenar:
“Roma non è più Roma: dovrà riconoscersi nella metà del mondo o perire. I tetti, le terrazze, gli isolati che il sole al tramonto colora di rosa e d'oro non sono più, come al tempo dei re, timorosamente circondati di mura: queste, le ho ricostruite in gran parte io sua funzione, la folle capitale dei primi Cesari tende già a rinsavire da sé; altre Rome verranno e io non so immaginarne il volto; ma avrò contribuito a formarlo. Quando visitavo le città antiche, città sacre, ma morte, senza alcun valore attuale per la razza umana, mi ripromettevo di evitare alla mia Roma quel destino pietrificato d'una Tebe, d'una Babilonia, d'una Tiro. Roma sarebbe sfuggita al suo corpo di pietra, e come Stato, come cittadinanza, come Repubblica si sarebbe composta un'immortalità più sicura. Nei paesi ancora barbari, in riva al Reno e al Danubio, sulle sponde del Mare dei Batavi, ogni villaggio difeso da una palizzata di legno mi ricordava la capanna di canne, il mucchio di strame dove dormirono i nostri gemelli sazi del latte della lupa: quelle metropoli future riprodurranno Roma.
All'entità fisica delle nazioni e delle razze, agli accidenti della geografia e della storia, alle esigenze disparate degli déi e degli avi, noi avremmo sovrapposto per sempre, pur senza nulla distruggere, l'unità d'una condotta umana, l'empirismo d'una saggia esperienza. Nella più piccola città, ovunque vi siano magistrati intenti a verificare i pesi dei mercanti, a spazzare e illuminare le strade, a opporsi all'anarchia, all'incuria, alle ingiustizie, alla paura, a interpretare le leggi al lume della ragione, lì Roma vivrà. Roma non perirà che con l'ultima città degli uomini. “

martedì 16 agosto 2016

Villa dei Quintili - a journey with a time machine





While visiting the Villa dei Quintili you will enter into a hidden world. The entrance is an almost anonymous gate along the Via Appia Nuova where you must go by purpose. This part is the high speed part of the road and is situated where not even houses are present. But once you cross the gate you will be thrown 2000 years behind. The first impression is created by the vastness of the sight. Your horizon will be filled with endless green fields which transmits you peace and tranquillity. From one side the horizon is limited by the view of the hill of Castelli Romani and on the other side you will see the panorama of the today’s city. While strolling in this beautiful countryside slowly the impressive ruins of the  enormous Villa of the Roman Emperor Commodo will welcome you. Being isolated from the today’s world, while walking around the ruins  you can breathe the atmosphere of the Roman Empire. I cannot completely imagine how impressive could these buildings be at that time in front of a common person. Even today in front of a modern citizen of the world impresses for its enormous dimensions. The other fact that will surprise you is the well conservation of the ruins. You will be enchanted by the pavements with mosaics that seems they have just been finished, the colours are still alive and yet they are something like 1900 years old. It was the palace for the famous “ozium”, we would say a country house where to go to for holidays. Consider that it was so big that it had its own aqueduct, probably also a circus. Consider that the emperor Commodo was a very big fan of the horse races that were held in the Circuses. We can only imagine the luxury inside the spa, still today you can admire the beautiful marble pavement of the same. What to say about the Ninfeo? It was the main entrance of the villa from the Appia Antica road. Consider that the Appia Antica was the most important of the Roman roads and the majority of the important guests would arrive from there so, he must be impressed with a monumental entrance. Also today you will remain enchanted seeing it.  To give you an idea on how enourmous is the site, consider that in the 18th century it was called the “Old Rome” by the Grand Tour visitors while discovering it, they thought that it was another city in the nearby of Rome and it was abandoned in the past.

Goethe in year 1786 described the Roman countryside around Villa dei Quintili by: “ These men were working for the eternity. They have foreseen everything, except the stupidity of the devastation, to which all this had to surrender.


























domenica 3 luglio 2016

Lampesusa

Di solito quando il pilota annuncia che mancano 10 minuti all'atterraggio uno si trova grosso modo sopra l'aeroporto di destinazione. Durante il viaggio verso Lampedusa, al momento dell'annuncio si vedeva ancora soltanto un immensa distesa blu del Mar Mediterraneo. Qundi il pensiero era 'andove vuole atterrare????? Da lì a poco si iniziava ad intravedere un grosso scoglio, cioè l'isola di Lampedusa. Infatti, mentre l'aereo percorreva la pista, a diversi passeggeri sfuggi inconsiamente un "Ohhhhhh, frenaaaaa!!!!!!!". In effetti,quella striscia di asfalto che funge da pista sembrava più o meno lunga quanto uno svincolo del GRA. Appena arrivata mi accoglie quello che è il rumore di sottofondo costante dell'isola, l'allegro rumore dei motorini che sfrecciano su e giù per l'isola. Andando avanti nella scoperta dell'isola al rumore dei motorini si aggiunge il rumore dello slittamento della frizione dei Mehari, sono il mezzo tipico di Lampadusa, una specie di Ape con quattro ruote tutta aperta con un telo che sostituisce il tetto per protteggere dal sole. Il rumore dello slittamento della frizione dovuta al fatto che la gran parte dei turisti che li noleggia non li sa guidare quindi anche le piccole salitelle costituiscono un problema. Colpisce l'aspetto quasi lunare dell'isola, il paesaggio presenta quasi a perdita dell'occhio, terreni completamente brulli ed aridi quasi senza vegetazione. Fa rabbia pensare invece che una volta, fino all'intervento dell'uomo, l'isola doveva essere un oasi del verde, tutta coperta di vegetazione della macchia mediterranea e un paradiso per gli animali che la popolavano: cinghiali, volpi, cervi, capre, tartarughe e conigli. Per un progetto folle e poi mai portato a termine a metà dell'ottocento si voleva trasformare l'isola in una colonia agricola e per fare ciò hanno sterminato sia la flora che la fauna. Dopo questa disastrosa distruzione finora non è stato possibile a ristabilire l'ecosistema dell'isola visto che viene costantemente sferzata da venti salmastri che non permettono il ristabilimento della sua flora originaria.
Pochi ne faranno caso ma come si poteva immaginare l'isola era già abitata in epoca romana. Pur in mezzo a vegetazione incolta e quasi del tutto sepolta si possono ancora scorgere i resti degli edifici romani. Ci ha lavorato anche un famoso archeologo, Thomas Ashby. In epoca romana Lampedusa era un famoso centro per la produzione di quello che fu una prelibatezza dell'epoca, il famoso Garum.
In netto contrasto con il paesaggio aspro il mare di Lampedusa si presente scintillante nella sua bellezza semplice ed essenziale. Colpiscono l'assoluta trasparenza delle acque che ti incantono con i suoi colori vivi. Il colore blu del mare che poi va a perdersi e diluirsi nell'azzurro chiarissimo del cielo. E' così chiare il cielo che sembra diluito, effimero, evanescente. Non appena si entra in acque vengono a salutarti i pesci. Sembra di fare il bagno dentro un acquario. Non si tratta soltanto dei piccoli pescolini che spesso e volentieri si incontrano sulle spiagge pulite, ma pesci anche di certe dimensioni che danzano intorno ai tuoi piedi come volessero salutarti.
E' facile abbandonarsi alla carezza delle limpide acque mentre l'unico rumore che si sente e ti circonda è l'allegro ciarlare dei gabbiani.
Nonostante sia piccola e non proprio dietro l'angolo l'isola è attrezzata ed offre quanto necessario al turista. Ottima per chi cerca tranquilità, pace e mare nella sua concezione più stretta, pura e naturale.
Un piccolo consiglio nel caso decidiate a visitarla, armatevi di tanta pazienza visto che il viaggio può riservare imprevisti. Il volo di ritorno era programmato per le 12:45, ma nonostante questo quando a l'una abbondantemente passata non si vedeva ancora l'aereo che doveva portarci a Catania, la maggioranza dei passeggeri iniziava ad agitarsi visto che ovviamente tutti quanti avevano vari voli da prendere a Catania per tornare a casa. Una volta arrivato l'aereo, con molta calma, si diffuse la notizia che il pilota non poteva ripartire perchè ha finito il suo monte ore. Ma dico io che razza di organizzazione è far arrivare un aereo a Lampedusa con un pilota che poi non può ripartire, considerando che nei giorni di punta ci sono ben 3 voli!!!!!??????!!!!!???? Si pensava a poter rimediare un pilota andando a fare un annuncio con il megafono, perchè i telefonini sulle spiagge non prendono neanche si diventi quadrato, della serie come nei film americani, c'è per caso un medico (pilota) in sala (spiaggia)???? Da ricordare che l'isola conta si e no un migliaio di abitanti e durante l'estate qualche migliaio di turisti. Infatti, secondo me hanno fatto così, visto che dopo due ore di ritardo arriva un ragazzone vestito da pilota che saluta i presenti e si scusa per il ritardo. Aveva ancora le infradito ai piedi........ Scherzo, ma mica tanto!